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Trolls, la ricerca della felicità – La recensione


Visto con Alex, 7 anni, Giorgio 5 anni

Trolls, la ricerca della felicità – La recensione

Il film DreamWorks Trolls è un'esplosione di colori, allegria e buonumore che rallegra lo spettatore pur lanciando una importante riflessione sul tema della felicità

di Karin Ebnet 27/10/2016

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Vi ricordate i Troll, i colorati pupazzetti inventati nel 1959 dal danese Thomas Dam diventati un must negli anni’90 quando gli furono dedicati videogiochi, cartoni animati e persino un musical? Oggi, quelle simpatiche bambole sono finalmente diventate protagoniste di un film d’animazione grazie a DreamWorks Animation, detentore dei diritti del franchise dal 2013, che ha impiegato anni per la realizzazione di uno dei suoi film più riusciti. Un’esplosione di colori, allegria e buonumore che rallegra lo spettatore pur lanciando una importante riflessione sul tema della felicità.

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I Troll sono una comunità di piccole creature colorate che si contraddistinguono per il loro inesauribile buon umore, oltre che per la necessità di abbracciarsi e coccolarsi almeno una volta all’ora. Trascorrono le loro giornate in totale armonia cantando e componendo simpatici biglietti musicali che hanno lo scopo di far sentire amato chi lo riceve. In poche parole sono il ritratto della felicità, ed è per questo che i Bergen, una popolazione di grandi e tristi creature, vogliono mangiarseli in un solo boccone: è l’unico modo che conoscono per essere felici. Ma è da anni che non riescono più ad acciuffare nemmeno un piccolo Troll. Almeno fino al giorno in cui queste gioiose creature, ignorando i saggi consigli del preoccupato Branch, sottovalutano il pericolo Bergen e si scatenano nel più grandioso party mai organizzato, guidando così i nemici alla loro comunità…

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Prendendo spunto dalla fisionomia di una bambola, con le braccia spalancata alla costante ricerca di un abbraccio, DreamWorks Animation è stata capace di tessere letteralmente un intero mondo (ogni cosa nell’universo dei Trolls è fatto di stoffa e fibre), di costruire una storia credibile e di parlare ai più piccoli di temi importanti come la perdita di una persona cara, dell’importanza di non lasciarsi sopraffare dalla tristezza e della capacità che tutti posseggono naturamente dentro se stessi di trovare la felicità. Branch, il protagonista maschile, a differenza dei suoi amici, è spento, triste e vive nella paura costante del ritorno dei Bergen. Da piccolo ha vissuto un trauma che lo ha segnato e non è più stato capace di riaccendere la lucina dentro di sé. Allo stesso modo i Bergen sono alla costante ricerca di qualcosa che li faccia uscire dal loro grigiore, e pensano di farlo togliendo la gioia a chi ce l’ha. Ma sono soltanto momentanei palliativi: dopo un’iniziale euforia dettata dal lauto banchetto del trollstizio, si torna allo sconforto quotidiano. Per trovare la vera felicità bisognaa seguire la via del cuore, facendosi guidare dall’amore per gli altri, per se stessi e per la vita.

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Un messaggio di grande potenza abilmente veicolato dalle immagini caleidoscopiche del film e trainato da una colonna sonora che instilla allegria con ogni nota. Se la trama del film è stata intessuta dai registi Mike Mitchell e Walt Dohrn – rispettivamente conosciuti per Shrek e vissero felici e contenti il primo e la serie tv SpongeBob il secondo – che l’hanno arricchita con effetti visivi unici, il tema musicale è stato affidato a Justin Timberlake, che ha fatto un lavoro straordinario. Non solo con la canzone portante del pezzo, Can’t Stop the Feeling, diventata in breve tempo una delle hit più cantate e ballate al mondo, ma con l’adattamento e l’uso di alcuni celebri brani che si sposano perfettamente con la storia: da The Sound of Silence di Simon & Garfunkel a True Colors di Cyndi Lauper, pasando per September degli Earth, Wind & Fire e Hello di Lionel Richie. Miscelati con canzoni originali che entrano nella testa e nel cuore.

Un lavoro di adattamento riuscitissimo anche nella versione italiana, con le voci di Elisa e Alessio Benabei che cantano tradotte quasi tutte le canzoni presenti nel film, riuscendo nell’intento di far arrivare al pubblico le intense parole dei testi senza per questo farle perdere intensità.

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Un film entra nel cuore in proporzione alle emozioni che riesce a sprigionare. Per questo Alex e Giorgio hanno concesso a Trolls un posto speciale nel loro cuore. La tristezza di Branch ha commosso soprattuto Giorgio, che nell’imbronciato personaggio deve essersi ritrovato molto, probabilmente per affinità di carattere. Tanto che ha seguito il film con trepidazione, ha spremuto una lacrimuccia quando la tristezza ha sopraffatto i Trolls rubando loro i colori e si è esaltato nel finale che ridava speranza. Alex  invece si è fatto più conquistare dalle gag, ha adorato il personaggio della nuvola di cui continua a imitare le movenze e battute ed è stato trascinato dal ritmo musicale del film. E nella letterina a Babbo Natale quest’anno un posto lo riserverà alla colonna sonora. Per avere la felicità a portata di Cd!

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