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Transformers, sarà davvero l’ultimo cavaliere?


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Transformers, sarà davvero l’ultimo cavaliere?

Tanta azione, effetti speciali pirotecnici e qualche spunto di riflessione nell'ultimo film sui Transformers diretto da Michael Bay

di Karin Ebnet 21/06/2017

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Tutto pare perduto. Optimus Prime vaga nello spazio alla ricerca del suo creatore, i Transformers (tutti, Autobot compresi) sono stati etichettati come illegali ed è stata creata una nuova forza militare con il solo scopo di trovarli e annientarli. Sullo sfondo di un mondo nel caos, Cade Yeager è l’unico che crede ancora in loro e si prodiga per soccorrere i robot morenti e metterli al sicuro. È così che entra in possesso di un antico talismano che cambierà le sorti del mondo.

Michael Bay con L’ultimo cavaliere è tornato alle origini. Del mito, svelando come, quando e perché i robot alieni sono arrivati sulla Terra, ma anche della saga cinematografica, realizzando uno dei film più caleidoscopici e avvincenti sui Transformers. Per due ore e mezza Bay riempie lo schermo di effetti speciali, combattimenti, inseguimenti, leggende, incontri, battute, devastazioni, trasformazioni, tradimenti, redenzioni e storie personali sui protagonisti. Non si ha il tempo di respirare o di comprendere a fondo quello che sta succedendo. Bisogna soltanto fidarsi e restare a guardare quelli che sembrano dei meravigliosi effetti pirotecnici (uno su tutti, i due livelli di velocità a cui si muovono i protagonisti) che fanno de L’ultimo cavaliere un film di puro intrattenimento. In mezzo a tanta azione c’è però anche il tempo di una riflessione. Sul valore della lealtà, sul prezzo da pagare per il tradimento e sul significato di casa.

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Tanti gli effetti speciali e tanti anche i protagonisti del film, partendo da Cade Yeager, interpretato sempre da Mark Wahlberg, che si ritrova solo contro tutti, fino all’immancabile colonnello William Lennox (Josh Duhamel), questa volta dalla parte sbagliata della barricata. Nel mezzo tante new entry come Anthony Hopkins nei panni di Sir Edmund Burton, l’unico a conoscere il vero segreto dei Transformers; Laura Haddock (la madre di Peter Quill ne I guardiani della galassia) in quelli della bellissima studiosa ed erede di Merlino Vivian Wembley; la giovane Isabela Moner che interpreta la coraggiosa Izabella; oltre naturalmente a Merlino, Re Artù e Lancillotto (Stanley Tucci, Liam Garrigan, Martin McCreadle). In più anche tanti altri personaggi che affollano il film arricchendolo di micro storie che hanno il compito di spiegare relazioni ed eventi ma che in realtà purtroppo ingigantiscono il caos.

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Come in ogni film di Transformers che si rispetti a travolgere lo spettatore sono anche e soprattutto loro, i robot. Ci sono ogni tipo di Transformers possibile e immaginabile ne L’ultimo cavaliere. Optimus Prime, Megatron e l’immancabile Bumblebee sono accompagnati da vecchie e nuove conoscenze come Hound, Drift, Barricade e Hot Rod. I più azzeccati però, quelli che conquisteranno il cuore di grandi e piccini, sono il maggiordomo Cogman che ricorda C3-PO di Star Wars (non manca anche il riferimento), Sqweeks, l’unico robot non trasformabile ricavato da una Vespa e i cuccioli di dinosauri meccanici. Ancora più veloce e ancora più spettacolare è anche la trasformazione dei robot alieni in veicoli. Bumblebee che si divide in tanti pezzi per spiazzare i nemici e si ricompone pian piano distruggendo nel frattempo tutto quello che incontra è un vero spettacolo per gli occhi.

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Più che un action movie, nonostante alcuni inseguimenti in auto degni del miglior Fast & Furious, Transformers – L’ultimo cavaliere ha le atmosfere di un film di guerra. Già dalle prime inquadrature veniamo catapultati all’interno di un campo di battaglia dove, senza esclusione di colpi, i corpi dei combattenti cozzano gli uni contro gli altri o esplodono in aria e e andando avanti con la storia il tono non cambia. Una visione che non è molto adatta ai più piccoli e che consigliamo soprattutto ai ragazzi in età adolescenziale (12+). Non solo per la violenza delle azioni però. Molto difficoltosa è anche la comprensione della storia con la mitologia che tutti conosciamo rivista e corretta da Michael Bay (per esempio Merlino non è un vero mago ma un ubriacone che ha avuto un fortuito incontro con i Transformers) e le macchinose spiegazioni sulle origini dei Transformers.

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Come tutto ha avuto inizio quindi è stato finalmente svelato, ma la parola fine non è ancora stata scritta. La scena finale del film tiene infatti aperta la porta a un altro sequel, che però non sarà più né interpretato da Mark Wahlberg e nemmeno diretto da Michael Bay. Con L’ultimo cavaliere Bay ha voluto dare il suo addio alla saga (almeno come regista), aspettando di affidare il franchise a un degno erede che dovrà ripartire da zero. Ci riuscirà?

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