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Thor Ragnarok, il ritorno dello “zio” del tuono


Visto con Alex, 8 anni, Giorgio, 6 anni

Thor Ragnarok, il ritorno dello “zio” del tuono

Taika Waititi, regista di Thor Ragnarok, ha fatto sua la lezione di James Gunn confezionando uno dei capitoli più riusciti e fracassoni dell'universo Marvel

di Karin Ebnet 25/10/2017

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Che fine aveva fatto Thor nell’ultima avventura che aveva visto riuniti gli Avengers? Ma soprattutto, che fine aveva fatto Hulk, sparito dalla fine di Age of Ultron? Thor Ragnarok, terzo film interamente dedicato al dio del tuono, prende due dei protagonisti più amati, e più diversi, del mondo Marvel e li colloca lontanto da tutto e da tutti in un film che riprende i toni de I guardiani della Galassia miscelandoli a scene di azione prese da uno sparatutto. E il divertimento è assicurato.

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Due anni dopo Age of Ultron, Thor è tornato ad Asgard perché il suo intuito gli suggerisce che qualcosa non va sul suo pianeta natio: è tormentato da un sogno in cui vede tutto bruciare tra le fiamme. Per evitare che la catastrofe possa davvero avvenire, finisce addirittura negli inferi per sconfiggere uno dei più potenti e letali nemici del regno, che ha in progetto di  radere tutto al suolo per vendicarsi dei torti subiti in passato. Ma non era lui in realtà il male peggiore. Alla morte di Odino, Thor e il ritrovato fratello Loki si uniscono per affrontare Hela, dea della distruzione decisa ad assicurarsi il trono di Asgard per iniziare una guerra per la conquista di tutto l’universo. Prima di riuscire ad affontarla però, il dio del tuono dovrà fuggire da un pianeta discarica dove è stato catturato e, privato dei lunghi capelli biondi e del suo martello, dovrà trovare dentro di sè la forza necessaria per sconfiggere la potente nemica. Non senza aver radunato un team di coraggiosi amici, come Hulk, Loki e l’amazzone interpretata da Tessa Thompson, qui al suo esordio nel MCU (Marvel Cinematic Universe).

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Taika Waititi, regista neo zelandese ironico e burlesco, pare aver fatta sua la lezione di James Gunn, confezionando uno dei capitoli più riusciti e fracassoni dell’universo Marvel. Non c’è Tony Stark questa volta, ma a divertire il pubblico con battute pungenti sono un po’ tutti i protagonisti, vecchie e nuove conoscenze, a partire da Thor stesso, definito “zio del tuono” dal mattatore Jeff Goldblum, qui nei panni di un entertainer al comando dell’arena dei gladiatori dove si svolge una delle battaglie più epiche del film, fino a Hulk, che ha ritrovato la parola giusto in tempo per duettare verbalmente come nelle più riuscite slapstick comedy.

Divertente e pungente ma al tempo stesso strabordante di azione, il terzo film di Thor non stanca mai lo spettatore, bombardato da scene ricche di humor, combattimenti magnificamente coreografati (su tutti proprio quello nell’arena tra Hulk e il dio del tuono) e splendide scenografie. Ma è la chimica che si sprigiona tra un arrabbiatissimo Hulk e il principe di Asgard a essere il vero punto forte del film. Unica pecca è data da Hela, cattivissima interpretata da Cate Blanchett con tutti gli stereotipi che non ti aspetti, soprattutto in un film dove l’originalità la fa da padrone.

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Grazie all’impeccabile humor che contraddistingue ormai l’MCU, il film è adatto a tutta la famiglia, bambini in età scolare compresi. Ci sono tanti combattimenti, è vero, e alla fine c’è una scena un po’ forte in cui Thor viene brutalemente ferito, ma niente che un ragazzino di 7 anni non sia in grado di assorbire, a meno che non sia particolarmente sensibile, soprattutto se è avvezzo a vedere film sui supereroi. Le numerose battute, i nuovi personaggi come Korg (un grosso e simpatico ammasso di roccia azzurra a cui presta le sembianze il regista stesso), gli sketch comici che non scadono mai nella volgarità e un ingranaggio collaudato che amalgama tutto alla perfezione rendono il film un giocattolone perfetto per i bambini, che usciranno entusiasti dal cinema, conquistati ancora una volta dall’inconfondibile, e impossibile da replicare, stile Marvel.

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Mentre Alex si è immerso nelle atmosfere del film e si è divertito un mondo alle tante battute che si scambiano Thor e Hulk (a casa ha voluto rifare con il fratello le scene più comiche), Giorgio sembrava all’inizio un po’ scontento. Ma solo perché, essendo un fan accanito del gigante verde, era impaziente di vedere il suo eroe sul grande schermo. Inutile dire che il suo ingresso è stato accolto con grande entusiasmo e con un tifo sfegatato. Mentre Alex non ha avuto problemi a vedere il film, Giorgio è rimasto un po’ impressionato dalla ferita di Thor e si è rassicurato soltanto dopo che gli ho detto – mentendo – che non era così grave come poteva apparire.

P.S. Ancora una volta il cameo di Stan Lee, che si è riservato un ruolo decisamente “tagliente”, vi farà sorridere, quindi tenete gli occhi aperti.

P.S. 2 Non abbiate fretta di alzarvi dalle poltrone del cinema. Ormai lo sapete, vi attendono due scene post credits che vi premieranno per la pazienza.

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