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Niko e la spada di luce, il ritorno del fantasy classico


Visto con Visto con Marco, 9 anni, e Alessandro, 5 anni

Niko e la spada di luce, il ritorno del fantasy classico

Amazon produce un’ottima serie in animazione 2D incentrata sull’azione e l’avventura dove il punto di forza sta nella trama e nelle scene d'azione

di Luca Maragno 17/11/2017

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Ideato nel 2013 da uno studio di animazione indipendente e sovvenzionato tramite una campagna in crowdfunding su Kickstarter, Niko e la spada di luce è stato poi co-prodotto da Amazon che lo ha distribuito in tutto il mondo dallo scorso luglio sulla sua piattaforma.

Siamo di fronte a un ottimo ritorno del fantasy classico, sotto tutti i punti di vista, a partire dalla trama. Il malvagio mago Nar Est inquina il mondo con l’Ombra, insinuandola in creature innocenti che vengono trasformate in orribili mostri. Viene evocato per sconfiggerlo un Campione in grado di brandire la Spada magica di Luce, ma questi si rivela essere solo un ragazzetto di 10 anni, il Niko del titolo appunto. Per aiutarlo e guidarlo, la principessa bambina Lyra lo affianca nelle sue peripezie.

Sebbene il design del mondo e dei personaggi esprima un tono ironico (siamo al limite del super-deformed con teste enormi su corpi piccoli per enfatizzare il fatto che i protagonisti sono bambini), è l’azione il punto di forza della serie: situazioni di pericolo, fughe, combattimenti sono l’epicentro delle avventure di Niko.

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Molto interessante la risoluzione dei combattimenti, dove i cattivi non vengono uccisi, ma “liberati” dall’ombra riprendendo le loro sembianze originali, spesso tutt’altro che minacciose. Alla fine, insomma, c’è del buono dentro anche le creature malvagie e Niko assume un ruolo di “redentore”.

La continuity orizzontale che avvicina Niko e Lyra al loro arcinemico cela una struttura degli episodi sostanzialmente sempre uguale e costruita secondo lo schema viaggio-incontro con nuovo mostro e nuove creature-combattimento e risoluzione.
Insomma siamo di fronte al ritorno del classico, a partire dall’animazione 2D e dal “Viaggio dell’Eroe” e non possiamo che gioirne.

Curiosità: i titoli dei 13 episodi da 23 minuti che compongono la serie indicano sempre un viaggio come “Dal Vulcano Maledetto alla Fine della Speranza o Dal Tunnel del Terrore alla Tana del Destino.

Marco si è innamorato della serie fin dal primo episodio, soprattutto perché è un amante di storie fantasy. Alessandro ha invece proprio deciso in un primo momento di non guardarlo perché “i mostri gli fanno troppa paura”. Tenete conto che a mio figlio piccolo fa paura anche il nonno di Heidi, quindi su questo fronte non fa testo. In ogni caso è tornato a sbirciare gli episodi seguenti e alla fine si è convinto che “i mostri non erano poi così paurosi”. Insomma, da un certo punto di vista, Niko è stato terapeutico per lui, scacciando anche le sue “ombre”.

 

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