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La principessa e l’aquila, un sogno che spicca il volo – La recensione


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La principessa e l’aquila, un sogno che spicca il volo – La recensione

Incantevoli paesaggi selvaggi e la voce narrante di Lodovica Comello accompagnano lo spettatore alla scoperta dell'incredibile storia vera di una ragazza diventata la prima addestratrice di aquile della Mongolia

di Karin Ebnet 31/08/2017

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Viene considerato a metà un documentario, ma è un film a tutti gli effetti La principessa e l’aquila, storia vera che racconta la realizzazione di un sogno da parte di una ragazza di appena tredici anni che riesce a imporsi in una professione (e in una società) tradizionalmente maschile.

Diretto con mano ferma dall’esordiente Otto Bell, il film racconta le avventure di una ragazza kazaka che vive in Mongolia con la sua famiglia. Aisholpan, durante la settimana vive e studia a scuola, ma nei fine settimana raggiunge con i fratelli i genitori nella tenda in cui vivono durante il periodo caldo (in inverno si spostano in una dimora con fatta di mattoni). Mentre tutte le sue compagne sognano soltanto di sposarsi, Aisholplan vuole diventare un’addestratrice di aquile come suo padre e suo nonno prima di lei. Ad ostacolarla però sono gli anziani della comunità rurale: mai prima d’ora nessuna donna aveva osato cimentarsi con questa pratica, in mano esclusivamente agli uomini. D’altronde secondo loro una donna non sarebbe mai stata in grado di sopportare le rigide condizioni climatiche a cui è sottoposto un addestratore di aquile. Ma la ragazza, sostenuta dalla famiglia, dimostrerà non solo di riuscire a catturare un fantastico esemplare di rapace, ma anche di essere la migliore di tutte. La grande occasione arriva infatti con il festival annuale dell’Aquila reale che raduna tutti i più grandi addestratori del paese per partecipare a una ambita competizione.

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Tra incantevoli paesaggi selvaggi e riprese di volo mozzafiato, il regista accompagna lo spettatore con discrezione nella vita povera ma dignitosa di Aisholpan e della sua famiglia concentrandosi particolarmente sul rapporto padre e figlia e sulle motivazioni che spingono la ragazza a diventare la prima addestratrice di aquile donna della Mongolia.

Accompagnato dalla discreta voce di Lodovica Comello (in originale era di Daisy Ridley), La principessa e l’aquila non ha l’impronta del documentario didattico ma prende piuttosto la forma del film biografico che porta con sé un importante messaggio sulla forza di volontà, mostrando che credendo nei propri sogni è davvero possibile realizzarli. Un inno alla giovinezza, alla caparbietà, all’emancipazione femminile e alla capacità di credere in se stessi che conquista dalla prima inquadratura. Da non perdere!

 

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