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Jumanji, Benvenuti in una giungla di risate – La recensione


Visto con Matteo (11 anni) e Giulia (8 anni)

Jumanji, Benvenuti in una giungla di risate – La recensione

Jumanji è un film d’intrattenimento eccellente dove azione e commedia si amalgamano perfettamente. Un film d'avventura che non manca però di lasciare anche un importante insegnamento

di Giovanna Mariani 10/01/2018

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Come intrattenere un gruppo di ragazzini, appassionati di videogiochi e film d’avventura, magari un po’ nerd e nello stesso tempo festeggiare l’undicesimo compleanno di Matteo? Portandoli a vedere Jumanji – Benvenuti nella giungla, un film che racchiude il tutto, condito con umorismo, straordinari effetti speciali e qualche sano insegnamento; se poi ci mettiamo che i protagonisti sono, tra gli altri, Dwayne “The Rock” Johnson e Jack Black il divertimento è assicurato.

Il film, diretto da Jake Kasdan, non è un remake della celebre pellicola di Joe Johnston del 1995 che aveva come protagonista l’indimenticabile Robin Williams, ma una sorta di sequel, un nuovo riadattamento del racconto Jumanji del 1981 di Chris Van Allsburg molto più vicino al modo concepire il divertimento dalle nuove generazioni. In più ha il grande merito di riuscire a spiegare a chi non conosce il mondo dei videogiochi il funzionamento dei giochi e riesce a divertire persino chi invece i videogames li conosce ed usa.

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Il film inizia con un flashback: è il 1996 e un ragazzo di nome Alex Firek entra in possesso di un gioco in scatola di nome Jumanji, che però snobba per i più moderni videogiochi. Ed è a questo punto che il gioco stesso “capisce” di dover mutare forma per riuscire a rendersi interessante agli occhi di chi lo trova; e se nel film del 1995 i personaggi uscivano dal gioco per entrare nel mondo reale, nella nuova versione i giocatori sono trascinati al suo interno, dove vivono le loro avventure con le regole di un videogioco.

Matteo ed i suoi amici si sono immedesimati facilmente perché è quello che a loro succede solitamente quando giocano con i loro videogiochi: entrare nella parte e vivere l’avventura che vedono riprodotta sullo schermo.

Protagonisti del film sono però quattro adolescenti che quasi non si parlano ma finiscono insieme in punizione dal preside, ovvero devono svuotare e ripulire il magazzino della scuola che dovrà essere convertito in una nuova aula informatica. Qui trovano una vecchia consolle con il videogioco Jumanji ma, dopo aver inziato a giocare e aver scelto i 4 personaggi da usare ,vengono letteralmente risucchiati nel mondo virtuale e si ritrovano trasformati negli avatar che avevano scelto, con i loro punti forti, le loro caratteristiche fisiche, le loro conoscenze, i loro limiti e le loro debolezze, questo nonostante le personalità siano rimaste inalterate.

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Questo è un altro aspetto che ha notevolmente divertito Matteo e i suoi amici, perché per tutti e quattro i ragazzi le nuove caratteristiche fisiche mal si sposano con i loro caratteri: il fisico muscoloso dell’archeologo ed esploratore Dott. Smolder Bravestone si contrappone a tutte le paure e le ritrosie del giovane Spencer, mentre di contro Fridge l’atleta tutto muscoli deve adattarsi alle gambe corte dello zoologo Franklin “Moose” Finbar, privo di doti ma soprattutto con il ruolo di spalla di Bravestone. E se la timida ed insicura Martha si ritrova con addosso gli abiti succinti dell’avventuriera nonché killer Ruby Roundhouse, Bethany, la bella della scuola inseparabile dal suo smartphone, si ritrova privata del suo cellulare e deve adattarsi al corpo sudaticcio ed extra large del cartografo di mezza età prof. Sheldon “Shelly” Oberon.

Un messaggio non propriamente politicamente corretto, ma essenzialmente veritiero che non nega l’apparire ma che, alla fine del gioco, anche grazie alle caratteristiche dei loro avatar, consente a tutti i ragazzi di imparare qualcosa di nuovo su se stessi, i compagni di avventura e il modo di interagire con gli altri.

Le avventure che i quattro iniziano a vivere all’interno della giungla saranno scandite dai ritmi e dalle meccaniche di un vero e proprio videogame, ognuno di loro avrà a disposizione tre vite prima del game over che presumibilmente porterà alla fine dell’avventura sia nel gioco ma anche nella vita reale, avranno abilità e punti forti da sfruttare e punti deboli da cui guardarsi, inoltre le varie prove di sopravvivenza che dovranno superare sono strutturate e livelli, con tanto di personaggi non giocanti (PNG) e alcune cut-scene che servono a mostrare gli eventi tra un livello e l’altro.

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Per il divertimento di tutti, non mancano le citazioni al vecchio film, che Matteo ed i suoi amici si sono divertiti a individuare: la corsa dei rinoceronti, i tamburi di sottofondo e le citazioni ad Alan Parrish.

Le scene preferite da Matteo sono il passaggio al secondo livello, dove i protagonisti vengono assaliti da una banda di motociclisti armati, e lo scontro durante il quale Martha scopre le sue doti da guerriera. Quindi adrenalina a go go. Invece la scena preferita da Giulia è quella che chiude il gioco, durante la quale i giocatori non ricordano un piccolo particolare per dichiarare ufficialmente la fine.

La mia scena preferita invece è il bacio che si scambiano il Dott. Smolder Bravestone e Ruby Roundhouse perché nella vita reale Spencer e Martha si piacciono, però se lo confessano nei panni dei loro avatar, risultato: risate assicurate anche da parte dei ragazzi meno propensi ad assistere a scene “romantiche”.

Le interpretazioni di Dwayne “The Rock” Johnson, con i suoi cambi di personalità tra il giovane Spencer ed il suo avatar, e di Jack Black, che nasconde dentro si sé una adolescente un po’ stupida fissata con l’aspetto fisico che insegna a Martha a flirtare ed ammiccare, sono davvero esilaranti.

Jumanji è un film d’intrattenimento eccellente dove azione e commedia si amalgamano con i giusti tempi, una alimentando l’altra, risulta allegro e mai eccessivo, e non permette mai di annoiarsi. Promosso a pieni voti!

 

 

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