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I primitivi, come ti invento il calcio – la recensione


Visto con Alex, 8 anni, Giorgio, 6 anni

I primitivi, come ti invento il calcio – la recensione

Con pacato umorismo e una tagliente ironia verso la società moderna, il film I primitivi mette in campo l'imperante passione della domenica che unisce le generazioni per raccontare una storia che esalta il gioco di squadra, l'intesa con la natura e il coraggio di affrontare ostacoli che paiono insormontabili

di Karin Ebnet 8/02/2018

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Aardman Animations, i geniali creatori di divertentissimi personaggi in plastilina animati in computer grafica, tornano dopo il successo di Shaun Vita da pecora con un film che conquisterà il pubblico di ogni età. Con pacato umorismo e una tagliente ironia verso la società moderna, il film I primitivi mette in campo l’imperante passione della domenica che unisce le generazioni per raccontare una storia che esalta il gioco di squadra, l’intesa con la natura e il coraggio di affrontare ostacoli che paiono insormontabili.

Siamo nell’età della pietra. Qui una piccola pacifica tribù si dedica alla caccia al coniglio. I membri del gruppo non brillano per la loro intelligenza ma sono molto uniti tra di loro e in sintonia con la natura. La loro bonaria esistenza però viene bruscamente interrotta dall’arrivo dell’Eta del Bronzo. O almeno, di quello di Lord Nooth, l’ingordo e avaro governatore della città di Bronzo che caccia i cavernicoli dalla loro terra per estrarre il prezioso metallo. Per riprendere quello che era loro di diritto i nostri amici dovranno affrontare la più grande delle sfide affrontando la real squadra a quello che è il gioco che tutti abbiamo nel dna: il calcio.

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Protagonista su tutti è Dag, un simpatico e bonario cavernicolo che incarna grandi qualità. È buono, ama la sua famiglia, non teme il progresso e farebbe di tutto per tenere chi ama al sicuro. Dag è inseparabile dal suo migliore amico Grugno, un morbido cinghiale che evidenzia come l’intelligenza non sia un’esclusiva dell’uomo. Saranno loro due, aiutati da una ragazza, a convincere i membri della sua tribù a non arrendersi di fronte alle difficoltà ma a combattere per i propri diritti.

Sullo sfondo di esilaranti gag e di una tra le più divertenti partite di calcio viste in un film d’animazione, il regista Nick Park trova così l’occasione per criticare la società moderna che privilegia il lusso a discapito della natura mettendo a confronto Dag con Lord Nooth, un avido e presuntuoso governatore che non esita a giocare sporco per ottenere i suoi scopi. Proprio come già ne I Flinstones, il film è anche disseminato da simpatici anacronismi che rimandano alla vita di oggi come il giornale o il telefono. A rendere tutto più divertente è anche la stilizzazione dei personaggi realizzati in plastilina, caratterizzati dalle grandi bocche morbide che si muovono in modo innaturale rendendo buffe le espressioni dei protagonisti.

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Molta critica è riservata anche al mondo calcistico, celebrato nel film per i suoi pregi ma mostrato anche con i suoi difetti. Geniale infatti l’idea alla base del film, ovvero quello di far risalire l’invenzione del calcio all’arrivo dell’uomo sulla Terra, come se il pallone fosse una naturale prosecuzione degli arti. Il calcio è nel dna di tutti noi e a dimostrarlo è anche la capacità della tribù di Dag di immagazzinare le regole e far sfruttare al meglio il motto l’unione fa la forza.

Altro messaggio positivo del film è anche quello di sdoganare il calcio come sport prettamente maschile. Ginna infatti sogna da sempre di scenedere in campo per fare goal e sono proprio le sue qualità di allenatrice, oltre che di giocatrice, a far sì che la squadra di Dag sia davvero competitiva.

Alex e Giorgio sono rimasti molto sorpresi nello scoprire che il film, ambientato sì nella preistoria, ruotasse però completamente attorno al pallone. Pur non essendo grandi appassionati del gioco (non fanno nemmeno la raccolta di figurine o carte dei giocatori), si sono fatti subito prendere dallo spirito del film, hanno tifato per la squadra dei cavernicoli e hanno subito identificato Ginna in una loro amica appassionata del pallone e giocatrice in erba. Tra tutti i personaggi del film hanno preferito però Grugno, il simpaticissimo cinghiale capace di risolvere le situazioni più complicate e hanno riso come matti quando entrava in scena il piccione “telefonico”.

Qui sotto la recensione video di Alex e Giorgio de I primitivi

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