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Dragon Ball, come tutto ebbe inizio – La recensione


Visto con Alex, 7 anni, Giorgio 6 anni

Dragon Ball, come tutto ebbe inizio – La recensione

La prima serie di Dragon Ball mescola abilmente elementi fantastici con tecnologia all'avanguardia, personaggi mitologici e tanta comicità in un mix d'avventura e combattimento che continua a conquistare le nuove generazioni

di Karin Ebnet 9/01/2017

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Era il lontano 1986 quando in Giappone venne trasmessa la prima puntata di Dragon Ball, anime che avrebbe cambiato il mondo della televisione. Ideato da Akira Toriyama a partire dal Re Scimmia Sun Wukong, leggendario personaggio del racconto orientale Il Viaggio in Occidente del 1590, e con qualche ispirazione al mondo Disney (pare vengano da qui le ispirazioni che hanno creato gli animali antropomorfi e l’intuizione di poter associare comicità e tragicità insieme), Dragon Ball è oggi uno degli anime più amati al mondo che vanta un numero infinito di spin-off, film, videogiochi e seguiti che proseguono ancora oggi (vedi la serie Super).

La prima serie intitolata semplicemente Dragon Ball, senza Z o Gt aggiunti solo successivamente, narra le avventure di uno strano bambino dotato di una forza sovrumana di nome Goku (ha anche una coda da scimmia e non si separa mai dal suo bastone allungabile) rimasto orfano che incontra una ragazza adolescente di nome Bulma che lo convince ad accompagnarla in giro per il mondo alla ricerca delle potenti sette sfere del drago (da qui il titolo della serie tv Dragon Ball), capaci di invocare Shenron, il drago che ha il potere di esaudire qualunque desiderio.

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Nei 153 episodi di cui è composta questa prima serie, Goku farà la conoscenza di un’infinità di variegati personaggi, molti dei quali continuano ancora oggi ad accompagnarlo nelle sue avventure: a partire da Bulma, scienziata in erba ricca e viziata, fino ad arrivare a Junior (conosciuto anche come Piccolo), uno dei più temibili nemici iniziali di Goku (prima di diventare il suo più potente alleato). Nel mezzo il maiale antropomorfo Oscar capace di trasformarsi, Crilin l’umano senza naso più forte del mondo, il Genio delle Tartarughe di Mare suo primo maestro anche se un po’ pervertito, Yamcha un bandito dal cuore d’oro, l’imbattibile duo formato da Tensing e Rif e persino il Supremo – ovvero il dio della Terra – che abita su un palazzo sospeso tra le nuvole.

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Tratta dai primi 16 volumi del manga scritto da Toriyama, Dragon Ball è la serie che ha avuto maggiore influenza sugli shonen moderni e deve il suo segreto a un’immaginiazione degna di un bambino. Comicità e surrealismo si combinano alla perfezione all’interno di grandiose avventure capaci di far sognare ad occhi aperti grandi e piccoli. Goku e Bulma non solo usano un radar alla ricerca di manufatti capaci di esaudire qualsiasi desiderio, ma si troveranno a combattare contro organizzazioni militari che vogliono dominare il mondo (l’Esercito del fiocco rosso), sicari imbattibili (vedi Tai Pai) o vecchiette chiaroveggenti (Baba), parteciperanno a tornei di arti marziali dove si affronteranno i più potenti guerrieri al mondo e si troveranno ad affrontare potenti nemici provenienti da altri pianeti (primo tra tutti Alsatan).

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Elementi tecnologici (vedi le ingegnose capsule che tanto vorremmo poter usare anche noi) si accompagnano con ambientazioni preistoriche dove si muovono personaggi magici, si incontrano animali mitologici e dove la forza spirituale è l’elemento che spinge all’azione (impossibile non pensare qui a un’influenza di Star Wars, senza contare che anche Dragon Ball è ambientato in un luogo e in un tempo imprecisato). Il tutto senza che si creino paradossi o fastidiosi anacronismi. E dove le arti marziali e i loro insegnamenti di lealtà e purezza sono alla base di ogni rapporto tra i personaggi.

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Rispetto a quanto avverrà nelle serie successive, in Dragon Ball i combattimenti sono meno violenti e intrisi di comicità, ma soprattutto la serie cela forti messaggi positivi. Goku è molto ingenuo, come solo un bambino molto piccolo riesce ad essere, ed è talemente altruista che non c’è niente che non farebbe per aiutare gli altri. Ed è totalmente  incapace di dire di no (nemmeno davanti alla promessa di matrimonio di Chichi), ma è proprio grazie al suo cuore puro che riesce a muoversi a bordo di una nuvoletta dorata. Inoltre Goku coltiva il desiderio di diventare sempre più forte, mostrando una grande determinazione e una grande capacità di controllo di se stesso insegnando così ai suoi fan a non mollare mai, qualsiasi siano le avversità che troveranno sul loro cammino e a credere in sé stessi, chiave primaria per raggiugere gli obiettivi che ci si è prefissati.

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L’animazione pur realizzata più di trent’anni fa, è ancora molto moderna, con tratti squadrati molto comuni negli anime di oggi, anche se Toriyama ha sempre preferito arricchire di dettagli i personaggi in primo piano relegando i paesaggi a macchie di colore sullo sfondo. Nonostante questo è stato capace di inventare un nuovo mondo (sarebbe la Terra ma i continenti non coincidono con il nostro pianeta e le città presenti sono pochissime) con luoghi ricchi di immaginazione. Anche i combattimenti per l’epoca erano all’avangaurdia e denotavano una sfrenata fantasia soprattutto nell’uso delle più variegate tecniche di combattimento (vedi la più celebre di tutte, ovvero l’onda energetica o Kamehameha di Goku).

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Alex e Giorgio si sono innamorati di Dragon Ball a prima vista. Chi di noi non vorrebbe sfrecciare in cielo su una nuvoletta dorata per combattere cattivi di ogni sorta mettendosi in gioco con elaborate e fantasiose tecniche di combattimento? Ogni puntata della serie permette di volare con l’immaginazione ed è impossibile non restare affascinati da un mondo così variegato e da personaggi così carismatici. La comicità di cui è intrisa questa prima serie poi permette l’approccio anche a bambini non ancora in età scolastica, purché accompagnati però dai genitori che possono così guidarli nella visione e spiegare i motivi che spingono i personaggi ad agire. Attenzione però alle versioni non censurate della serie, che mostrano alcuni momenti poco adatti ai più piccoli, soprattutto quelli con protagonista il Genio delle Tartarughe di mare, più attratto dalle belle ragazze che dalle arti marziali.

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