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Cicogne in missione… famiglia – La recensione


Visto con Alex, 7 anni, e Giorgio, 5 anni

Cicogne in missione… famiglia – La recensione

Sulla scia di The LEGO Movie Cicogne in missione è una critica al consumismo scritta e realizzata con una sottile ironia che conquista grandi e piccini

di Karin Ebnet 19/10/2016

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Una volta le cicogne portavano i bambini poi le cose sono cambiate e ora trasportano soltanto telefoni cellulari. Ma un bambino, solo e trascurato dai genitori, decide di mandare una lettera che cambierà le cose per sempre…

Questa la premessa di Cicogne in missione, il nuovo film dei Warner Animation Studios, in grande rimonta dopo il nuovo assetto voluto da Jeff Robinov (a capo dello Studio) con la creazione di un team creativo che lavora in gruppo – composto da Phil Lord, Chris Miller, Nicholas Stoller, John Requa e Glenn Ficarra– e dopo il successo di The LEGO Movie, il primo film della rinascita Warner.

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Scritto dalla ironica penna di Nicholas Stoller (I Muppet, Zoolander 2, Cattivi vicini), che ha anche firmato la regia insieme all’esordiente ed ex animatore di tante pellicole Pixar Doug Sweetland, il film è un sorprendente omaggio alla famiglia, lancia un importante messaggio a tutti i genitori e diverte gli spettatori di ogni età.

Disseminato di gag geniali (la “formazione lupo” vi farà cappottare dalle risate), Cicogne in missione racconta due storie in parallelo. La prima è quella di Nat, un bambino trascurato da due genitori che mettono il lavoro al primo posto, che desidera ardentemente un fratellino, possibilmente con capacità ninja. Per questo invia una lettera a Monte Cicogna, il luogo dove un tempo la fabbrica dei bambini era in piena attività, mentre ora è un magazzino dismesso dove viene spedita ad annoiarsi la combinaguai Tulip. L’ altra riguarda Junior, la più produttiva delle cicogne a un passo dall’agognata promozione, incaricata di “licenziare” l’ormai diciottenne Tulip. La lettera di Nat innescherà una serie di divertentissime coincidenze che porteranno Tulip e Junior a fare squadra per consegnare l’ultimo dei bambini. O sarà il primo?

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La critica al consumismo, già presente in The LEGO Movie, diventa qui ancora più pregnante, con la scelta di mostrare come i sogni di maternità siano stati sostituiti dai desideri di futili oggetti acquistati online. Le cicogne ora sono a capo di una delle più importanti aziende di recapito pacchi, in barba a chi di figli (o fratellini) ancora ne vorrebbe. Ma basta un’occhiata a una paio di dolci occhioni per cambiare tutto…

Il film, con sottile ironia, bacchetta sulle mani anche i genitori, troppo impegnati con il lavoro per dedicarsi anche ai figli. Da tenere bene a mente una scena, cruciale, del film in cui i genitori si rendono conto che a volte basta saper spegnere il cellulare per riuscire a dedicare tempo ai propri figli. Magari poco, ma sicuramente di qualità. E, perché no?, usato per costruire insieme la più vistosa pista di atterraggio per cicogne mai vista…

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Oltre ai protagonisti Tulip, Junior e Nat, Cicogne in missione è arricchito da tantissimi strambi personaggi che danno profondità e spessore al film. Come il piccione Toady (doppiato da Vincenzo Salemme con un po’ troppa enfasi), determinato a soffiare il posto a Junior, l’avido boss Hunter, la squadra di lupi innamorati della piccola Diamantina e il reietto Jasper.

Se storia e tematiche sono opera di Stoeller, l’animazione però è chiaramente frutto di Doug Sweetland, che ha dato al film quell’impronta visiva che lo aveva portato nel 2008 a sfiorare l’Oscar con il corto Presto.

Alex e Giorgio il sottotesto indirizzato ai genitori non lo hanno colto, ancora ignari di alcuni meccanismi della società e troppo impegnati a divertirsi con le tante battute e situazioni ironiche di cui il film è infarcito. Complici in un rapporto di grande affetto reciproco, entrambi si sono fatti intenerire dal desiderio di Nat di avere un fratello, ed entrambi hanno gioito nel caleidoscopico e caotico finale.

Mamme e papà, terminato di vedere il film al cinema, non riaccendete i cellulari. Teneteli spenti e in tasca e dedicate il resto della giornata ai vostri figli. Ne varrà la pena…

 

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