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Cattivissimo Me 3, lui è peggio di me


Visto con Alex, 8 anni, Giorgio, 6 anni

Cattivissimo Me 3, lui è peggio di me

Rispolverata la formula del successo del franchise di Cattivissimo Me, il terzo capitolo si divide in quattro micro storie che riportano a un'unica missione: tenere unita la famiglia

di Karin Ebnet 2/08/2017

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La famiglia prima di tutto. Che si tratti di quella canina di Pets – Vita da animali o di quella canora di Sing, i film di Illumination Entertainment si stringono sempre attorno a un nucleo familiare. Questo era chiaro già a partire dal primo Cattivissimo Me, quando Gru era un malvagio che scopriva, grazie all’amore di tre orfanelle, un altro scopo nella vita che non fosse di rubare qualcosa di così prezioso come la luna. Passato da cattivissimo a buonissimo, nel secondo film si travestiva persino da fatina per far felice la piccola Agnes riuscendo però a rubare la cosa più preziose di tutte: il cuore dell’agente segreto Lucy. Ora che la famiglia è riunita, a Chris Meledandri (fondatore della Illumination Entertainment) non è restato che concentrarsi sul resto della parentela. Ecco allora prendere corpo la trama di questa terza avventura che riutilizza abilmente la stessa formula che ha fatto la fortuna del franchise.

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In Cattivissimo Me 3 Gru scopre di avere un fratello gemello, Dru, dall’indole pasticciona e buonista, che vorrebbe diventare cattivissimo come il fratello e come il padre e per questo ha bisogno di qualcuno che gli insegni l’arte della malvagità. Chi meglio di Gru? Che tra l’altro ha un più che valido motivo per voler sottrarre al villain Balthazar Bratt il gigantesco diamente rosa che è riuscito a rubargli sotto il naso. Oltre a questo filone principale, il film è composto da diverse micro storie.

Mentre i due fratelli imparano a conoscersi a vicenda, Lucy è alle prese con il più difficile dei mestieri: quello di mamma. Inesperta e insicura, Lucy non sa bene come comportarsi, finché non scopre la più elementare delle verità, che è anche il fil rouge di tutto il film: bisogna essere se stessi. Solo imparando dai propri errori e non avendo paura di farsi conoscere per quello che si è davvero è possibile costruire un vero rapporto. Che sia tra madre e figlia, tra marito e moglie i tra fratelli.

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E i Minions? Relegati nuovamente al ruolo di spalle dopo lo spin-off che li ha visti protagonisti, i simpatici omini gialli decidono che è ora di abbandonare il loro padrone per cercarne un altro più cattivo. Riusciranno però per davvero ad abbandonare Gru? Nel provarci finiscono addirittura in prigione dove diventano i mattatori di una delle scene più divertenti di tutto il film.

Oltre ai Minions, anche Agnes ha guadagnato un momento tutto suo. Dopo aver seguito le avventure sentimentali di Margot nel secondo film, ora tocca alla più adorabile delle sorelle avere un ruolo più in primo piano, alla ricerca di un vero unicorno per sostituire quello di pezza che ha dato via in uno slancio di grande generosità. Una mini storia nella storia che, a differenza di quella dei Minions, non ha una vera forza e smorza un po’ il tono del film.

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Tono che resta comunque alto grazie al più carismatico villain di tutta la saga. Balthazar Bratt è un cattivissimo rimasto ancorato agli anni ’80 che si muove a ritmo di moonwalk di Michael Jackson,  ha i capelli sparati in aria, la giacca con le spalline rialzate e al posto delle armi tradizionali ha chewingum che intrappolano e cubi di Rubik che esplodono… Insomma, un malvagio che è tutto un programma e che darà del filo da torcere ai due fratelli.

Anche il contrasto tra i due fratelli è ben riuscito. Dru sarebbe identico a Gru se non fosse per la chioma bionda e per gli abiti rigorosamente di colore bianco, oltre al fatto che ha più gadget di James Bond e una gru-caverna degna di Batman. Ma il dna non mente e, dopo qualche iniziale incomprensione, tra i due si instaura subito un legame fortissimo, che li metterà al centro di scene davvero esilaranti.

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Tra divertenti gag e commoventi momenti familiari Alex e Giorgio sono stati felicissimi di ritrovare tutti i personaggi dei vecchi film. Si sono un po’ dispiaciuti però che i Minions, dopo la pellicola che li vedeva protagonisti assoluti, sono stati relegati nuovamente (e ammettiamolo, giustamente) in secondo piano, e si sono immedesimanti molto nelle vicende familiari di Gru. Alex era arrabbiatissimo con la mamma dell’ex cattivissimo perché lo tratta sempre male – e questo secondo lui non è il comportamento corretto di una brava madre – ed era dispiaciuto per Agnes che aveva dato via il suo unicorno, anche se per una giusta causa. Per questo ha esultato particolarmente quando la bambina ha trovato un nuovo amico. Giorgio invece era tutto contento che Gru avesse ritrovato il fratello perché, per lui che adora Alex, avere qualcuno con cui condividere ogni esperienza è importantissimo.

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