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Camp Lakebottom, un campeggio estivo da… “paura” – La recensione


Visto con Alessandro, 8 anni

Camp Lakebottom, un campeggio estivo da… “paura” – La recensione

La divertente serie canadese Camp Lakebottom prende in giro tutti i cliché del genere horror e, reinterpretando le classiche storie di mostri, rende la paura spassosa

di Luca Celoria 11/09/2017

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Esistono campeggi estivi dove Zombi, case infestate, enormi piovre in agguato nascoste in fetide acque stagnanti, big foot e spietate cuoche con ricette raccapriccianti servite in luoghi carichi di atmosfere cupe si mescolano a decine di sinistri personaggi che sarebbero ben felici di allietarci, a modo loro, tra spaventi e avventure bizzarre… ed effettivamente dopo aver visto Camp Lake Bottom non sarebbe male passare un paio di settimane così.

Una delle caratteristiche che mi ha colpito della serie è che, pur avendo tutti i presupposti e i requisiti di una serie horror con tutte le maiuscole possibili, Camp Lake Bottom è ironica, leggera e ricca di spunti paurosamente interessanti che invitano a seguirla assiduamente anche se si ha più di 8 anni.

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Abbiamo cominciato a seguire la serie perché un giorno Alessandro (8 anni) è arrivato da me con un sorriso grosso come una portaerei e mi ha detto: «Papà devi vedere la serie che guardo dai Nonni. È bellissima!». E da qui è cominciato il nostro viaggio in un surreale campeggio estivo dove si seguono le avventure di MacGee, un ragazzino dei giorni nostri, che si ritrova per errore catapultato in deliranti avventure comiche arricchite da un retrogusto “macabro” che è caratteristico e sempre presente in tutte le puntate.

Dopo un primo momento dove notavo solo gag di medio gusto, buttate qui e là senza senso, grazie a mio figlio sono entrato nell’ottica del cartone animato e ho cominciato a carpire una serie di informazioni comiche e di reminiscenze e omaggi presi dai grandi classici “horror” del passato. Del nostro passato recente per essere precisi. Vi ricordate l’esilarante “Zio Tibia Picture show” in onda su Italia uno a fine anni 80?

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Quel simpatico pupazzo che prima di ogni film horror in prima visione ci divertiva con macabre classifiche di morti assurde, battute con giochi di parole raccapriccianti (nel senso di paurose) la fantastica parodia del festival BARA o Una rotonda di Bare, il mitico Astragalo che restava sempre immobile e il fedele pupazzo Golem che ridacchiava alle sue battute. Un programma azzeccatissimo perché rideva sulle nostre paure ataviche, noi stavamo crescendo e grazie a Zio Tibia affrontavamo il buio, gli angoli cupi della casa e i giardini abbandonati senza paura. (Anzi, con molta paura ma tantissimo coraggio)

Ecco Camp Lake bottom crea quella stessa atmosfera ironico spaventosa, dove tutto è studiato per esorcizzare le paure dei bimbi che crescono. Per questo motivo è un cartone animato da far vedere ai bimbi sopra i 7 anni, perché a quelli di 3 o 4 (come il mio Adriano) non serve ancora perché il bimbo così piccolo non coglie nulla di tutto quello che gli sceneggiatori creano per alimentare le puntate.

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Non sto dicendo che Camp LakeBottom sia la medicina che fa sparire la Paura del buio ai bimbi, ma sicuramente il suo apporto lo può dare. Camp LakeBottom usa mostri come zombi, streghe, vampiri, piante carnivore, piovre giganti, incantesimi, malefici, alieni, chimere mescolandoli a vicissitudini normali che possono capitare a bimbi in un campeggio estivo.

Gli autori prendono le grandi tematiche che tutti noi abbiamo affrontato durante i campeggi estivi come Il concorso della regina di bellezza, la sfida dei giochi, le prove di sopravvivenza, la mensa l’orto botanico e ci mettono una punta di horror e la mescolano con moltissime gag. Il divertimento è assicurato, i bimbi ridono di gusto per cose che ovviamente noi abbiamo già visto, ma ricordate che per loro è la prima volta, e gli sceneggiatori hanno riservato una chicca anche per gli adulti che guardano assieme ai figli.

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In ogni puntata si fa riferimento ai film e ai personaggi che hanno segnato l’infanzia di noi genitori ed è divertentissimo cercare di cogliere i riferimenti nascosti. Per esempio una puntata era totalmente ispirata al film Mississippi Adventure (con Ralph Macchio) dove MacGee sfidava a colpi di chitarra una strega (In Mississippi Adventure era Ralph che sfidava il diavolo) oppure in una puntata il riferimento alla Casa di Sam Raimi o in un’altra si cita La moglie di Frankenstein. Divertitevi a cogliere tutto quello che la vostra memoria cela nei suoi meandri e, tra una risata e l’altra, passerete una ventina di minuti con i vostri figli parlando di vecchi film horror o di racconti spaventosi.

Una delle puntate preferite di Alessandro è la Giostra malefica dove i protagonisti devono affrontare un sentiero carico di paure personali, quella di Squirt è leggere i diari degli altri, di Gretchen quella degli scoiattoli e di MacGee la paura dei Waffel, per finire l’avventura devono risolvere gli indovinelli. Una sorta di rivisitazione di IT.

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Camp LakeBottom ha inoltre la simpatica idea di equiparare un campeggio disastrato, al limite della sopravvivenza, con un campeggio sulla parte opposta del lago per i figli di ricchi, il Sunny Smile, dove il lusso e ogni vizio è d’obbligo per ogni iscritto. La sorella di MacGee, Susy, infatti, è a pochi passi dal Lake Bottom ma non gli sfiora minimante l’idea di portare il fratello al suo campeggio o viceversa; innescando così moltissime storie sulle differenze di classi sociali.

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I Personaggi principali della serie sono otto:

  • MacGee: un ragazzino impertinente sempre pronto a cacciarsi nei guai,
  • Gratchen: Maestra del Karate e compagna di avventure di Macgee con la fobia degli scoiattoli.
  • Squirt: Tonto all’inverosimile, paffutello e amico di tutti gli animali.
  • Sawyer: Lo zombie proprietario del Campeggio che ha la mano sinistra intercambiabile stile coltellino svizzero
  • Armand: Big Foot con la passione del trucco e parrucco
  • Rosebud: La cuoca con forte accento tedesco che prepara manicaretti obrobriosi al punto giusto
  • Batsquat: (Bat schiappa per MacGee) ricco e viziato bimbo biondo sempre pronto a sfottere e sfidare MacGee
  • Susy: Insopportabile sorella maggiore di MacGee che ha deciso di stare nel campeggio CAPM SUNNY SMILE lontano dal fratello MacGee.

Tutti gli episodi realizzati dal 2013 al 2016 sono visibili su K2 e su Disney XD, e ogni puntata è strutturata con due storie da circa 12 minuti ciascuna. L’animazione è in 2D e il tratto grafico è molto più digeribile di altri stili animati che stanno spuntando in questi ultimi anni ma, a parer mio, abbassa di livello una serie che ha dei soggetti e delle storie notevoli.

Originale l’idea di ogni inizio dove per qualche secondo si innesca la storia, che si andrà poi a vedere in seguito, con uno scatto fotografico e la voce fuori campo di MacGee che manda i saluti alla madre (una furba rivisitazione della Lavagna dei Bart Simpson).

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Insomma, con Camp LakeBottom si affrontano le paure, si sviluppano i rapporti tra creature differenti che interagiscono liberamente fra loro, si risolvono i problemi tra fratelli e sorelle e si gioca con le differenze di classi sociali e, anche se si è ricchi o poveri, bimbi o bimbe, mostri o umani, belli o brutti, alla fine si capisce che siamo tutti quanti uguali e che possiamo vivere assieme con le nostre splendide e indispensabili diversità.

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