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Avengers Infinity War recensione del cinecomic definitivo sui supereroi


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Avengers Infinity War recensione del cinecomic definitivo sui supereroi

Il più dark ma anche il più divertente e leggero. Avengers Infinity War è il film più riuscito dell'intero universo Marvel ed è anche quello che decreterà il destino di tutti i supereroi. Siete pronti all'arrivo di Thanos?

di Karin Ebnet 25/04/2018

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C’erano una volta gli Avengers, erano i supereroi a cui tutti guardavano quando c’era un pericolo e che accorrevano in frotte per risolverlo. Si sentivano invincibili, sapevano di poter risolvere qualsiasi problema e di poter affrontare qualsiasi nemico, ma soprattutto avevano l’assurda convinzione di essere uno meglio dell’altro e per questo a volte si davano battaglia persino tra di loro. Nessun vendicatore però avrebbe mai immaginato di non essere così invincibile, di essere fragile, di essere inutile di fronte a una determinazione più forte della loro convinzione. Avengers Infinity War non è altro che la cronaca della disfatta di un ego, il cinecomic definitivo dei supereroi non solo perché ne determina il destino, ma anche perché è il più potente, energico, allegro, emozionante, sorprendente e spiazzante film dell’universo Marvel mai realizzato.

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Avengers Infinity War Recensione

Thanos

Lontani i tempi in cui il cattivo da combattere per Iron Man era Obadiah Stane, ovvero Iron Monger, o in cui Hulk le prendeva da Abominio. Persino le dure battaglie contro Ultron appaiono nulla in confronto a quello che dovranno affrontare i nostri supereroi quando Thanos, il più potente dei titani, decide che è arrivato il momento di mettere in atto la missione della vita, ovvero sterminare metà dell’universo per ripristinare l’equilibrio.

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Dopo decenni in cui saltellava di pianeta in pianeta distruggendo con equanime “pietà” metà delle vite che incontrava, Thanos si è fatto forgiare su Nidavellir l’arma definitiva che gli permette di far evaporare in uno schiocco di dita l’esistenza di miliardi di persone in tutta la galassia. Un guanto su cui deve incastonare le sei gemme dell’infinito, le pietre che racchiudono in sè l’esistenza stessa dell’universo e che conferiscono poteri divini a chiunque le possegga tutte su un unico artefatto. La sua missione dunque è quella di recuperare una ad una le varie pietre, a partire dalla gemma dello spazio (nascosta nel tesseract e in mano a Loki), per poi passare alla gemma della mente incastonata sulla fronte di Visione, a quella della realtà celata all’interno della raccolta del Collezionista, alla gemma del potere protetta dai Nova Corps la polizia intergalattica, a quella del tempo usata con maestria dal Doctor Strange, e per finire la gemma dell’anima, che si credeva nascosta nel Wakanda e che invece è custodia da una familiare figura su Vormir. Per averla Thanos dovrà compiere il suò più grande sacrificio e affrontare il più grande dei dolori.

Una guerra infinita

Anthony e Joe Russo, i due geniali fratelli di Cleveland già dietro al successo dei capitoli di Captain America The Winter Soldier e Civil War, hanno dimostrato di essere capaci di plasmare il mondo Marvel come mai nessuno prima d’ora. Non hanno creato preamboli inutili, non ci sono chiacchiere da bar e nemmeno lunghe e spesso superflue spiegazioni per far comprendere anche a chi non mastica i superproblemi da supereroi di districare la complessa matassa di relazioni. I Russo aprono il film quando la storia è già decollata, quando Thanos ha già iniziato (o forse sarebbe meglio dire continuato) la sua missione distruttiva e si riagganciano poco dopo la fine di Thor: Ragnarok. Il meglio è già successo, la curiosità diventa immediatamente palpabile così come l’incredulità su quanto i nostri occhi stanno vedendo e sulla fragilità di chi fino a poco prima consideravamo indistruttibile.

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Da quel momento non avremo più pace. I supereroi, uno dopo l’altro, accorreranno al grido di aiuto dell’universo e si alleeranno, al di là delle incomprensioni e dei diversi punti di vista, per raggiungere un unico obiettivo: distruggere Thanos. Ma presto si renderanno conto che non basta possedere un’arma forgiata con il vibranio o essere capaci di spostarsi con agilità nel tempo e nello spazio. Il potere non è tanto nell’arma che si usa quanto nella caparbietà e nella determinazione con la quale la si usa.

La disfatta dei sentimenti

Thanos man mano che si impossessa delle gemme diventa sempre più forte, sempre più indistruttibile, sempre più difficile da distogliere dal suo intento distruttivo. Allo stesso tempo però diventa sempre più chiaro che la vera fragilità non sta nei muscoli non sufficientemente allenati dei nostri supereroi ma nei sentimenti umani. Sono loro a decretare la fine dell’universo per mano di Thanos. L’amore, il dolore per una perdita, l’amicizia… tutti sentimenti che credevamo ci rendessero più forte e che invece si dimostrano essere la nostra più grande debolezza. Ma sarà davvero così?

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La fine di tutto?

La guerra che i nostri supereroi stanno portando avanti contro Thanos e che porterà a dei risvolti davvero inaspettati, potrebbe non portare per davvero alla disfatta totale. Per la prima volta riuniti insieme ci sono Hulk, Iron Man, Capitan America, Vedova Nera, Black Panther, i Guardiani della Galassia, Thor, Visione, Scalet Witch, Soldato d’Inverno, War Machine, Falcon, Dr. Strange, Nebula e Spider-Man. Un’unione che non può che essere inossidabile perché uniti dalla stessa forza di volontà. E sarà probabilmente proprio questo legame che ci condurrà nel prossimo capitolo ancora senza titolo, non senza però un po’ di amaro in bocca per quello che i titoli di coda si lasciano alle spalle.

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Un film per bambini?

Non solo è il più convincente ma Avengers Infinity War è anche il più dark e drammatico film dell’Universo Marvel. Ma nello stesso tempo (ed è qui che probabilmente si cela tutta la maestria dei fratelli Russo nonché  degli sceneggiatori Stephen McFeely e Christopher Markus)  è anche il più leggero e divertente. Non esiste dramma che non venga infatti stemperato con battute o situazioni talmente divertenti da far cadere dalla poltrona a suon di risate. Questo permette di alleggerire i toni e di rendere la visione adatta anche ai bambini sotto i dodici anni. Attenzione però. Tenete conto della sensibilità dei minori. Il film è un’infinita battaglia che dura due ore e mezza (ma sembra durare cinque minuti) dove non si contano i morti rimasti sul terreno. E nonostante l’asticella della drammaticità venga continuamente abbassata dall’humor, vedere la fragilità dei propri eroi sul grande schermo potrebbe spiazzarli se non addirittura scioccarli (ancora non ho potuto far vedere Avengers Infinity War ai miei figli ma appena ne avrò la possibilità vi aggiornerò con la loro opinione).

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