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Angry Birds, la rabbia che fa bene anche all’umore


Visto con Alex, 7 anni, Giorgio, 5 anni

Angry Birds, la rabbia che fa bene anche all’umore

Umorismo tagliente, animazione di grande livello e una trama avvincente. Preparatevi ad arrabbiarvi come gli Angry Birds!

di Karin Ebnet 15/06/2016

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L’isola degli uccelli è un paradiso dove gli abitanti, incapaci di volare anche se dotati di ali, vivono felici, sereni e in armonia tra di loro. Tutti tranne Red, un uccello dalle folte sopracciglia che fa fatica a integrarsi nella società ed è sempre arrabbiato con tutti che viene condannato a frequentare una terapia anti rabbia. Un giorno però approda sull’isola degli uccelli una nave di maiali verdi che fingono di voler fare amicizia ma che in realtà nascondono un fine malvaglio: rubare tutte le uova. L’unico a rendersi conto del pericolo è Red che, aiutato dagli amici collerici Chuck e Bomb, si mette subito in moto per salvare la situazione. Ma per riprendersi le uova serve l’aiuto (e la rabbia) di tutti. Oltre che dei gadget lasciati sull’isola dai maiali: fionde e tappeti elastici.

Sembrava davvero una missione impossibile. Eppure Jon Vitti, già sceneggiatore dei Simpson è riuscito a tirare fuori una storia, verosimile e divertente, da una app per smartphone in cui vengono semplicemente lanciati con una fionda alcuni uccellini per abbattere degli edifici in cui si celano i maiali verdi. Una trama semplice ma efficace, arricchita dall’umorismo tagliente che abbiamo imparato a conoscere in tanti anni di serie tv. E divisa in diversi piani di lettura per divertire i piccoli ma anche i grandi.

Così, mentre i più piccoli potranno affezionarsi ai personaggi “morbidosi” (gli angry birds son infatti coperti di pelo e piume per ricreare un effetto peluche) e si rallegreranno con le numerose gag visive disseminate nel film, i grandi ritroveranno i personaggi che li hanno intrattenuti grazie alla app di Rovio, si divertiranno a scoprire gli oggetti più iconici e si divertiranno con le battute e i riferimenti al mondo più adulto (non perdete l’omaggio a Shining).

Dimenticatevi però il buonismo della Casa di Topolino. In Angry Birds a vincere è la diffidenza e la rabbia. Purché naturalmente se ne faccia buon uso.  Perché è bello essere sempre felici e allegri e andare d’accordo con tutti, ma va bene anche se qualche volta ci si arrabbia. Ma soprattutto, il film insegna ai bambini a pensare con la propria testa, a non lasciarsi influenzare dalla massa, e a stare attenti a idolatrare falsi miti (importante nel film l’uso del personaggio di Mighty Eagle a questo scopo).

Il vero pregio del film è però l’animazione, la realizzazione dei personaggi effettuati dalla character art designer Francesca Natale. Ogni personaggio, studiato a partire dalla app ma reso nel contempo indipendente per vivere di vita propria, colpisce nel segno e conquista. Senza contare che questi uccelli soffici che vivono in case traballanti su un’isola ricca di dettagli sembrano usciti di fresco da un’opera del dottor Seuss.

Unica pecca del film è la mancata caratterizzazione dei personaggi secondari (vedi per esempio la truppa di maiali) che restano sempre sullo sfondo. Ma a risistemare le cose ci pensa la colonna sonora, composta da canzoni che entrano in perfetta armonia con le immagini: vedi I will Survive di Demi Lovato, Rock you like a hurricane degli Scorpions, Close to You dei Carpenters o On the top of the world degli Imagine Dragons.

Alex e Giorgio già conoscevano la app, con la quale hanno iniziato a giocare sin da piccolissimi, e amano molto anche le serie tv con i personaggi geometrici che impazzano su Netflix, ed erano molto curiosi di vedere il film. Mentre il primo ha faticato a trattenere le risate, contagiando il resto del cinema (sfido chiunque a sedersi nelle vicinanze di Alex e restare impassibile di fronte alla sua irresistibile ilarità), il secondo è rimasto più concentrato a seguire la storia, tifando per il recupero delle uova ed emozioandosi come per un goal dell’Italia di fronte all’happy end. Che lascia una strada aperta per un sequel praticamente già annunciato nei titoli di coda.

 

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