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Abel – Il figlio del vento, l’amicizia fa volare alto


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Abel – Il figlio del vento, l’amicizia fa volare alto

Una straordinaria storia d'amicizia tra un ragazzo e un cucciolo d'aquila sullo sfondo di epici panorami alpini. La recensione di Abel - Il figlio del vento

di Karin Ebnet 27/09/2016

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Nato come documentario sulla vita delle aquile e trasformato in film di finzione grazie alla collaborazione tra i registi Gerardo Olivares e Otmar Penker, Abel – Il figlio del vento racconta una straordinaria storia d’amicizia tra un ragazzo e un cucciolo d’aquila sullo sfondo di epici panorami alpini.

Lukas è un ragazzo solitario, trascurato fin da piccolo dal padre che lo incolpa della morte della madre, è cresciuto libero e selvaggio tra i boschi montani. È qui che una mattina incontra Abel, un aquilotto cacciato dal nido dal fratello prepotente che non voleva dividere con lui lo scarso cibo procurato da mamma aquila, rimasta sola a curare il nido. Entrambi soli, entrambi feriti nell’anima, i due stringono subito una salda amicizia che li aiuterà a trovare la forza di crescere e di affrontare i propri demoni.

Narrato come fosse una favola dalla potente voce di Jean Reno, il film è affidato alle sapienti doti recitative dell’attore, oltre che a quelle degli altri due soli interpreti della storia: il giovane Manuel Camacho (premiato con un Goya come miglior attore esordiente) e l’esperto Tobias Moretti (Il commissario Rex). Tre attori immersi nei silenzi della natura e incorniciati da paesaggi che tolgono il respiro.

Il compito di comunicare emozioni però, più che agli attori, è affidato alle immagini grazie a riprese di forte impatto emotivo. Buona parte della storia infatti segue la vita delle aquile e le loro abitudini. Le vediamo nascere e crescere nel nido e le vediamo spiccare il primo volo verso la libertà. Ma soprattutto le vediamo combattere e lottare per la vita. Uno spettacolo che entra dagli occhi e arriva fino al cuore.

Così come l’importante messaggio che giunge sia ai ragazzi che ai genitori: bisogna crescere e diventare forti così da poter un giorno spiccare il volo da soli. Ma per farlo abbiamo bisogno del supporto delle persone care che, alla fine, devono accettare di farci volare via.

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